Mi rendo conto di non riconoscere più me stessa, quando passo sfatta davanti allo specchio del corridoio, e mi chiedo chi diavolo abbia fatto entrare quella stracciona in casa mia.
lunedì 14 gennaio 2013
sabato 8 dicembre 2012
Scusa mamma, se esco senza pigiama.
La gente che ti dice che non sarà a casa, ti farà sempre pensare di aver sbagliato qualcosa. Sistematicamente falso, non si parla di te.
Chissà perché non amiamo passare le telefonate imbarazzanti. Assumersi il rischio di riportare le parole, non sarà mai letale quanto lasciarle riferire direttamente da chi di dovere.
Se l'unica cosa che ti riescono a domandare è se sei matto ad andare in giro senza pigiama, tu ridi.
Scusa mamma, se esco senza pigiama. Mi dici di metterlo sempre in borsa, in valigia.
Scusami se non ti ho detto che alla fine di un viaggio d'amore, non ci sarà mai indumento lindo e puro quanto il pigiama che mi hai raccomandato di portare.
sabato 25 agosto 2012
Dici: "Non credi sia troppo?"
Se le città racchiudono storie, la nostra di certo non è qui. Se vivi per anni nell'idea che tutto stia bene così, che niente potrà mai cambiare, ti basta valicare il confine tra le tue zone e quelle di altri per renderti conto che un problema qui c'è. E tu non l'avevi notato. Come quando dimentichi le cose da mettere in valigia. Non le avevo notate.
E adesso è qui, davanti a te. Ti prende a sberle, urlandoti che forse, che può darsi, che se magari...
L'avessi visto prima il problema adesso non starei contando il tempo che passo con te, che tu dai per scontato. Che tanto è già roba tua.
Adesso mi dici che tutto basta, che io ci sono. Come se potessi durare all'infinito.
Non ci sono per sempre. Eppure ti basto già.
giovedì 19 aprile 2012
martedì 20 marzo 2012
Quanta rabbia hai?
Piove dai soffitti.
Non aspettavamo altro che questo: rotolarci nelle stanze come fossimo in un' arena, mentre dentro queste mura tutto si inonda, l'acqua entra ovunque e porta con sè i nostri scaffali di ricordi. Abbiamo rotto le dighe che impedivano alla marea di trascinarci a riva. Ora, in alto mare, affoghi. Mi chiedi di salvarti. Annego anch'io. Mi chiedi quanta rabbia ho. Ti rispondo che ne ho abbastanza.
Di non saper nuotare.
sabato 31 dicembre 2011
Toujours comme aujourd'hui.
Non ho dimenticato come ci si sente a cantare senza motivo. Lo so ancora bene.
Fingo per le strade di far poca attenzione ai passanti, indaffarati nelle ultime compere natalizie, nelle ultime compere di fine anno. Con la mia sciarpa tirata fin sopra al naso attraverso le strade di periferia, non mie e mi fermo. Torno indietro. Ritorno al punto di partenza e resto lì, da sola. Mi guardo intorno e la gente non mi vede: corre già nel prossimo negozio, con fin troppa attenzione riposta sul libro di quelfamososcrittorelà che intende regalare al parente appassionato.
Non ho passioni, io. Canto e basta (e forse mi basta). Mi fermo sulla solita strada, non guardo avanti. Tiro un po' più su la sciarpa, tanto da coprire anche gli occhi e aspetto che qualcuno mi veda. Resto ferma.
Non, je ne regrette rien.
venerdì 17 giugno 2011
Chi non dimentica, ha già vissuto.
Mi prendo una vacanza dalle luci del palcoscenico e dalle sottane delle ballerine di Cancan che girano fino ad averne fin sopra i capelli di tutte quelle piroette.
Mi prendo una vacanza dalle visite al cimitero domenicali. O quelle del giorno dei morti.
Mi prendo una vacanza da te. Ma non vorrei.
Chi non dimentica, ha già vissuto.
